I
valori nei quali noi del Ceas crediamo e cui ci ispiriamo nel portare avanti la
nostra mission sono:
L'accoglienza. Accogliere significa favorire
un'organizzazione e un clima in cui ognuno possa sentirsi a proprio agio, ascoltato
e compreso: l'intento del Ceas è quello di aprire spazi relazionali rispettando
le difficoltà e le esigenze dell'interlocutore. Questo significa avere
cura degli atti comunicativi e consapevolezza degli aspetti della comunicazione
legati al verbale e al non verbale (cosa dico, come lo dico, come mi pongo) nonché
della dimensione prossemica (contatto fisico e distanza/vicinanza da modulare).
Per noi è molto importante far sentire l'altro a proprio agio, facilitando
una relazione empatica fondata sull'osservazione del comportamento, sull'attitudine
a mettersi nei suoi panni, sulla sospensione del giudizio e sulla capacità
di un aggiustamento continuo e reciproco della relazione. L'accoglienza spesso
comporta il farsi carico della sofferenza dell'altro attraverso l'ascolto e la
comprensione: attivarsi per rispondere alle sue attese in modo dinamico ed adeguato
è per tutti noi la naturale conseguenza di ciò. L'altro deve sempre
essere a conoscenza del fatto che qualcuno sta pensando a lui: per questo motivo
è nostro preciso dovere garantire spazi fisici ordinati, puliti e funzionali
ad accogliere, e assicurare agli ospiti luoghi, spazi e tempi di presenza.
L'ascolto.
Ascoltare significa aprirsi all'altro fino a coglierne i limiti, le paure, le
risorse e i desideri: il nostro obiettivo è acquisire strumenti che permettano
un ascolto che sia comunicazione responsabile e pertinente. Ciò significa
divenire consapevoli del contesto e degli elementi personali che possono condizionare
l'ascolto e la comunicazione contenendone gli effetti di disturbo. Significa,
inoltre, promuovere la cultura dell'empatia e dell'autenticità riconoscendo
ed utilizzando nella relazione i propri sentimenti, e ricercare linguaggi utili
a creare una relazione rassicurante e autentica. Noi vogliamo assicurare un clima
adatto a rielaborare le storie ed i vissuti personali ed un'atmosfera che favorisca
la costante manutenzione della qualità delle comunicazioni e delle relazioni.
La
responsabilità sociale. Il nostro lavoro ci avvicina costantemente
a persone sofferenti, spesso emarginate: questa esperienza ci motiva a fornire
risposte utili a garantire loro un maggior benessere sociale. Organizzare servizi
affidabili per qualità e continuità è da sempre un nostro
preciso dovere, così come lo è lavorare alacremente per promuovere
la migliore integrazione sociale possibile degli ospiti nelle diverse sfere: casa,
lavoro, studio, amici
Attraverso la circolarità della comunicazione,
ci proponiamo di favorire senza soluzione di continuità la conoscenza,
la collaborazione e l'integrazione con i servizi della rete interna ed esterna
al sistema. Per rispettare i diritti degli utenti e degli operatori, desideriamo
orientare il nostro intervento verso la creazione di servizi di qualità
sempre nuovi, promovendo la nostra presenza come risorsa preziosa e necessaria.
Tutto ciò nel rispetto critico delle normative vigenti e con la volontà
di contrastare qualunque politica che possa favorire l'emarginazione.
La
condivisione progettuale e la trasparenza. La progettualità condivisa
ci fa sentire protagonisti delle scelte che definiscono gli obiettivi, i valori
e le prassi comuni. La trasparenza, difende la democrazia, previene i conflitti
e garantisce regole chiare ed una comunicazione ecologica. Nel nostro operare
abbiamo scelto un approccio che valorizza l'incontro con il singolo, la sua storia,
i suoi bisogni e desideri. In questo modo le persone possono aderire con convinzione
ai progetti individuali che le riguardano e condividere i progetti di gruppo.
Abbiamo dato spazio al desiderio di camminare insieme offrendo nel contempo un'adeguata
attenzione ai bisogni ed alle aspettative dei singoli. A garanzia dell'intero
sistema abbiamo sempre promosso:
| - | una
progettualità condivisa attraverso occasioni di scambio, studio e ricerca; | | - | l'elaborazione
di un linguaggio e di strumenti comuni; | | - | un
confronto costante sul senso del nostro lavoro e sulle reciproche aspettative; | | - | tavoli
di coordinamento, riunioni di equipe, momenti di formazione e supervisione; | | - | la
manutenzione costante della comunicazione; | | - | l'accesso
alle informazioni, la conoscenza e la comprensione del sistema. |
Tutti
noi abbiamo sempre valorizzato sia all'interno sia all'esterno del nostro sistema
la condivisione di risorse, informazioni, collaborazioni e la messa in circolo
di buone prassi. Per quanto riguarda fattori quali la comunicazione, le responsabilità,
le decisioni, le scelte e le strategie, le nostre procedure sono definite, trasparenti
e facilmente comprensibili.
La centralità della persona e
del sostegno. Porre la persona al centro significa privilegiare e sostenere
il benessere individuale e collettivo di coloro che, a diverso titolo, partecipano
alla vita della nostra organizzazione: l'intento è quello di mettere al
"centro" la persona, con i suoi bisogni, le sue attese, le sue sofferenze,
le sue caratteristiche e i suoi sogni, elaborando con lei e per lei le risposte
più adeguate. Sostenere e facilitare l'altro nel proprio progetto non vuol
dire sostituirsi a lui bensì favorire la sua responsabilità come
protagonista del progetto. Un approccio empatico ci permette di individuare e
valorizzare le risorse delle persone e garantire la personalizzazione di progetti,
regole e spazi avendo rispetto e cura di ogni diversità. Il Ceas vuole
facilitare la crescita umana e professionale degli operatori attraverso momenti
di formazione e supervisione, garantendo sempre risorse umane, materiali e professionali
adeguate.
La promozione della pace, della gioia, della bellezza.
La promozione della pace, della gioia e della bellezza passa attraverso rapporti
umani caldi e rasserenanti, spazi puliti e accoglienti, proposte ed opportunità
volte a risvegliare il piacere di vivere con gli altri, progettando qualcosa di
bello e di gratificante per sé e per il proprio futuro. Il Ceas aspira
a recuperare e coltivare la dimensione del piacere (cura anche estetica dei luoghi,
gusto del bello, attenzione per i colori ed i profumi
), la dimensione dell'armonia,
dell'autenticità, dell'equilibrio, della serenità e del benessere.
Siamo convinti che attraverso occasioni di convivialità (eventi, feste,
incontri presso la macchina del caffè
) e risposte creative, si possa
"contagiare" positivamente l'operato di tutti spezzando qualunque monotonia
e favorendo cambi di scenario e di ritmo. Per noi il confronto deve esser sempre
valorizzato, talvolta anche accettando il conflitto come forma di espressione
e come opportunità di reciproca conoscenza e di crescita. |